LE MONTAGNE DEL CIELO


Gli ultimi corpuscoli fuggono dalle mie vene,
soltanto il plasma essuda ancora dai tagli.
Il bioma spezzato agonizza nel Martyrium,
le ultime visioni non distorte della vita fondono,
degenerano in pietosi deliri allucinogeni.
Da questo oceano di marasma qualcosa di puro sale,
una Luce che spazza via la maschera della follia.
Sono sul soffitto, vedo il mio corpo sul letto,
il lago di sangue che ha inondato il materasso,
le ferite aperte ormai secche, la carne violacea.
Il chiarore lattiginoso degli oggetti sfocati si disperde,
ogni cosa mi appare per quello che : il Nulla.
Attraverso le feritoie che si aprono nella materia
irrompe il Mondo Vero, ci che a tutti ignoto.
Ora capisco l'ostinato silenzio degli Amici di Dio,
ora vedo qual il Bene che attende il Consolato.